Pittore
Attilio Simonetti
Pittore
Nell’Album Biografico di Roma del 1875, viene descritto l’inizio della attività artistica di Attilio Simonetti, formatosi all’Accademia di San Luca e alla Scuola del Nudo di Giggi in via Margutta.
È qui che incontrò, a quindici anni, il pittore Mariano Fortuny y Marsal, di cinque anni più grande di lui. L’artista catalano, uno dei più rappresentativi del XIX secolo, fece di Attilio il suo unico allievo e ne condivise lo studio. Questo incontro, e la fraterna amicizia che ne derivò, determinerà in modo importante la sua vita di artista e professionale.
Simonetti apprese molto dal maestro, pur mantenendo sempre una sua individualità, e insieme a lui entrò in contatto con i pittori napoletani, da Morelli a De Nittis. Negli anni successivi, conobbe Adolphe Goupil, il mercante francese più importante del tempo, e il suo nome iniziò ad avere un mercato internazionale. Viaggiando in Europa, incontrò i più grandi artisti del momento e acquisì un’importante clientela, dai Rothschild al Principe Umberto di Savoia, esponendo a Parigi e negli Stati Uniti.
Quando, negli anni ’80 dell’Ottocento, iniziò a dedicarsi in modo più profondo all’altra sua passione, il collezionismo e il commercio dell’arte antica, la sua pittura, lontano dalle esigenze di mercato, divenne più libera, permettendogli di creare alcune delle sue opere migliori.
Araldo.
Olio su tela, firmato e datato 1876.
Presentato alla mostra di Napoli del 1877, in coppia con un altro raffigurante un suonatore di tamburo, fu acquistato dal Principe Umberto di Savoia, futuro Re d’Italia, per la sua collezione privata. Dopo l’esilio dei Reali i dipinti ritornano nella famiglia dei discendenti del pittore.